Il “Cippus Abellanus”

Il “Cippus Abellanus”

Il 7 dicembre 2018, noi allievi della 3^A afm, accompagnati dalla prof.ssa Fortuna Dubbioso, ci siamo recati al Seminario di Nola per vedere il “Cippus Abelanus”, un’importante fonte scritta che risale al II secolo a. C.

A ben riflettere il diritto scritto è apparso nel V secolo a.C. con le XII tavole realizzate da un collegio di 10 magistrati, che avevano come oggetto sia il campo civile che quello penale, e ancora prima, nel XIII secolo a.C. con il codice di Hammurabi.

Ritroviamo poi nel VI secolo d.C. il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano, ma dobbiamo arrivare al 1215 per la Magna Carta Libertatum di Giovanni Senza Terra dove c’è stato per la prima volta il riconoscimento dei diritti ai cittadini. Nel Medioevo, infatti, prevaleva il diritto consuetudinario e solo nei Comuni apparvero gli statuti, che sono norme scritte. Un significativo cambiamento lo avremo nel 1789 con la pubblicazione del codice Napoleonico e sulla sua falsariga di quello italiano nel 1865, riformato poi con il codice odierno del 1942.

L’importanza del Cippus sta quindi nel fatto che, in un’epoca in cui prevaleva il diritto consuetudinario, troviamo una fonte scritta. Esso ha come oggetto un contratto in lingua OSCA fra le città di Nola e di Avella in cui si riconosceva la proprietà comune del tempio di Ercole e del terreno connesso con i relativi diritti.

Il Cippus si presenta come un blocco di pietra calcarea levigata, trovato ad Avella da Gian Stefano Remondini nel 1745, utilizzato come soglia di un portone. Questa “pietra” fu donata al vescovo di Nola, Troiano Caracciolo del Sole, un vescovo “illuminato” e amante delle antichità, che lo portò nel nuovo Seminario Vescovile che aveva contribuito a costruire.

Dopo queste preziose informazioni dateci dalla bibliotecaria del Seminario, abbiamo con lei realizzato una visita guidata, ascoltando aneddoti e vicende importanti della storia di Nola. Abbiamo anche potuto vedere da vicino libri antichissimi che la bibliotecaria ha sfogliato solo dopo aver indossato i guanti, dal momento che i libri antichi sono fatti di cotone e i guanti li preservano dal grasso della nostra pelle.

Sicuramente questa uscita didattica è stata per tutti noi di grande interesse perché ci ha messo in contatto con una realtà lontana, ma per noi “magica e misteriosa”, facendoci conoscere aspetti del nostro territorio utili e significativi, dal momento che senza la conoscenza del passato non ci può essere futuro.

Pellegrino Miele III A afm

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