La mafia è buona?

La mafia è buona?

Giovedì 7 febbraio 2019 nella Sala Convegni dell’Istituto Masullo – Theti di Nola le classi III A rim, IV A afm, IV B afm, III A afm, IV A sia, IV B sia e V B afm, accompagnate rispettivamente dai docenti Concetta Sposito, Paola Maddaloni, Sergio Santaniello, Susy Barone, Fortuna Dubbioso, Angelo Baldini e Luigi Santaniello, hanno partecipato all’incontro con il Dott. Catello Maresca, magistrato napoletano di grande spessore,  noto soprattutto per aver arrestato il latitante Michele Zagaria, boss del clan dei Casalesi.

Nell’ incontro si è parlato di lotta alle mafie e per l’occasione è stato presentato il libro “La Mafia è buona”, dal titolo provocatorio, scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Chiariello.

All’incontro ha partecipato anche la Dott.ssa Maria Carla Ferrara, referente PMI International. 

L’incontro è stato condotto dalla D.S.  prof.ssa Anna Maria Silvestro, la quale, in apertura, ha ringraziato la Dott.ssa Ferrara, che si occupa di cooperazione internazionale e che, presa la parola, ha illustrato lo scenario del lavoro e dell’Italia a livello internazionale, dicendo che i ragazzi si devono preparare a questa nuova realtà perché ormai l’impresa non è più a livello locale e si hanno molte difficoltà a trovare presone specializzate nel commercio. Ha sottolineato l’importanza di imparare le lingue straniere che servono per comunicare e per lavorare con persone di altre nazionalità. Ha evidenziato che non bisogna temere l’altro, inteso come straniero, anzi è importante comunicare e rapportarsi con persone che non sono del nostro stesso territorio. Ha infine spiegato che l’associazione in cui lavora si occupa di sviluppare progetti che cercano di migliorare i territori dove ci sono crisi economiche.

Successivamente è giunto il Dott. Maresca accolto dall’applauso dei presenti, emozionati anche all’ascolto dell’Inno di Mameli.

A seguire, la D.S.  ha elogiato il libro scritto dal magistrato, dicendosi colpita del fatto che l’autore non parli solo della lotta alle mafie, ma di cittadinanza, di sensibilità, e di impegno rivolgendosi soprattutto ai giovani.

Il magistrato ha sottolineato l’importanza di palare alle nuove generazioni della mafia e ha elogiato la scuola che ha il compito di preparare i ragazzi al futuro.

Si è poi soffermato sul concetto di collettività e cittadinanza, perché la mancanza della società civile fa sviluppare le mafie ancora di più.

In seguito ha affermato che i delinquenti non sono modelli da imitare, e sono anche “sfortunati” perché conducono una vita in clandestinità non potendo godere di tutte le ricchezze che accumulano; proprio per questo sarebbe meglio evitare questo tipo di persone che ci possono portare sulla cattiva strada con false illusioni ed aspettative.

Infine la Dott.ssa Maria Carla Ferrara ha sottolineato che i tempi della giustizia sono troppo lenti e questo va a discapito soprattutto dei finanziamenti delle imprese, mentre il fatturato delle mafie continua a crescere a dismisura.

Successivamente sono state rivolte al magistrato delle domande suddivise dalla prof. Barone in base alla loro tematica, dalla sfera personale a quella più tecnica, dalle curiosità sull’arresto di Zagaria alle ipotetiche soluzioni da adottare per arginare il dilagante fenomeno malavitoso.

Il magistrato ha risposto dicendo che per le domande più tecniche, a livello giuridico, sta scrivendo un manuale di legislazione antimafia che in Italia ancora non esiste, impegnandosi a ritornare nel nostro Istituto. Si è poi soffermato sul tema dell’immigrazione dicendo che non si deve temere questo fenomeno e che gli immigrati non sono catalogabili come delinquenti, anzi sono quelli che svolgono quei lavori che ormai gli Italiani non fanno più. Ha continuato affermando che bisogna combattere lo sfruttamento mafioso dei migranti, ma allo stesso tempo bisogna aiutare queste persone. In seguito si è soffermato sui tempi lenti della giustizia che molte volte possono essere interpretati come forme di ingiustizia, tuttavia ha esortato a non perdere la fiducia nello Stato. Ha dichiarato che, nonostante la paura che prova, lui non si fa intimorire e porta avanti il suo lavoro di magistrato, perché se facesse il contrario sarebbe una sconfitta per tutto lo Stato.  Ha sottolineato che la mafia si sta evolvendo e che sta diventando sempre difficile da interpretare, ma ha continuato affermando che è importante il ruolo della società civile perché le persone, usufruendo dei servizi illeciti che offrono le mafie, continuano a finanziarle.

Ne è derivata un’interessante riflessione sull’assunzione di responsabilità individuale e collettiva che dovrebbe ispirare tutte le nostre scelte.

Valentina Manganiello IV A afm

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